Fenomenologia del pedone romano

Ovvero capiamo perché ogni giorno ci comportiamo come se volessimo finire sotto una macchina.

Mi spiego. La mia affermazione nasce da un’osservazione di ANNI in ambientazione capitolina, con serie storica dunque ben popolata. La circoscrivo alla capitale perché ho vissuto per un po’ al nord e all’estero e non mi è sembrato di assistere alle stesse scene, o almeno non con questa quotidianeità. La premessa è che lo faccio sempre anch’io, e dunque la colgo come un’occasione per psicoanalizzarmi (come se questo fosse il problemino nel mio cervelletto malato).

Avete presente quegli oggetti alti e gialli sul ciglio dei marciapiedi, di solito in prossimità di incroci, che si colorano di 3 lucine carine? Quando proiettano la sagoma di un omino rosso, è un codice per dire VADE RETRO, PEDONE.

E perché, di grazia – a parte qualche turista e qualche ligio alla regola o attaccato alla vita -, una frotta di gente si fionda dall’altra sponda della strada, noncurante degli scooteroni che avanzano e de “ma li mortacci tua” che fioccano? Siamo anche in tante dotate di carrozzina e di kit mamma-fantastica-che-pensa-a-tutto, peccato che poi assumiamo questo comportamento da adolescenti in piena ribellione al sistema.

La domanda è: perché?

Escluderei l’opzione suicidio. Non apparteniamo tutti alla stessa setta che ha programmato per quel giorno un suicidio di massa; ed è vero che la città è oggettivamente invivibile (specie se hai prole al seguito), ma non è una motivazione sufficiente per decidere di farla finita.

La risposta di getto e di certo più plausibile è.. per arrivare PRIMA.

Ma quanto prima?? In un percorso di circa 2 km avremo risparmiato 5 minuti al massimo (tenendoci larghini) e quindi, a meno che non dobbiamo coprire distanze da maratoneti, il gioco non vale la candela.

La domanda madre però è: che minchia abbiamo da fare di così URGENTE? Sembriamo quei pazzi che in autostrada vanno a 200 km/h, rischiando il maxi-tamponamento, per arrivare ben DIECI minuti prima. Cacchio, in dieci minuti, vuoi mettere? Scambio due chiacchiere in ascensore, ci esce pure una spremuta a casa. Botta de vita.

Considerato che non siamo dentro una action-movie (che vita avventurosa sarebbe!!) e soprattutto che le sorti del Pianeta non dipendono da noi, direi che possiamo preservare la nostra pellaccia dura e campare più rilassati.

Da domani, signori, codice etico del pedone:

omino verde →vai popo tranzollo

omino rosso → fai la persona civile e statte fermo.

Omino giallo lampeggiante → vabbè va, te la p(u)oi rischia!!

Andata, allora. Tutti d’accordo.

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