Mio marito, divanista (pare) per amore

Inaugurare la stagione matrimoni con un’illuminazione, tra un prosecco e l’altro, grazie al compagno di una collega. Lo stretto di Messina come sfondo.

[stralcio di conversazione] “Sono un pantofolaio. Lei si lamenta, ma non sa che è una gran fortuna”.

[Uhm, eccone un altro] “Bene, anche tu appartieni alla categoria dei DIVANISTI, come mio marito. E perché, di grazia, sarebbe fortunata? Io sinceramente delle volte vado ai matti”

uomo sul divano

(ecco, di grazia, dov’è la gran fortuna di tutto ciò?? Così, per dire.)

“Perché vuol dire che sono soddisfatto.  Devi capire che l’uomo ha solo bisogni primari. Se esce, è per fare lo scemo. Visto che io sto bene con lei, non mi va più”.

“E una birra con un amico, non è contemplata?”

“Se c’è da andare in un posto per qualcosa va bene. Ma l’uscita fine a se stessa per gli uomini non ha molto senso. Ci chiamiamo, è più che sufficiente. Non fare questa faccia, l’uomo è un animale semplice [ndr. e possiamo tutti convenire che trattasi di  grande verità], tutto qui. Anzi, se il tuo lui comincia a scalpitare, che vuole uscire e spaccare il mondo, è lì che devi preoccuparti, perché l’insoddisfazione è alle porte”

[Perplessa, ma fila] “Uh-uh, grazie. Da questo punto di vista non l’avevo mai guardata. Devo dire che un figlio maschio aiuta, nello studio “di genere”. Senza troppo generalizzare.. siete tendenzialmente BINARI:

  • mi va, non mi va;
  • sì, no;
  • ora, mai.”

“Sono contento che tra me e tuo figlio tu stia chiudendo il cerchio. Credimi, non c’è più nulla da sapere. Ma, in quanto donna, so già che non mi ascolterai”.

C’era qualcosa di disarmante nella sua spiegazione. Semplice e lineare, un puzzle di cui possedevo tutti i pezzi, che non riuscivo a finalizzare. Mi sono sentita Gigi de “La verità è che non gli piaci abbastanza”, a cui Alex apre le porte di una ovvia verità.

Quale essere dal pensiero contorto però non mi ha intimamente convinto.

Fisso Dr. ♡ e.. naaaa. In verità credo sia nato con un Busnelli appiccicato sulle natiche, così come lui recrimina di stare con una con un missile nel didietro (ci unisce dunque una certa presenza nei rispettivi posteriori).

Ma la suddetta teoria può farmi comunque buon gioco a momenti alterni: il mio pigrone è contento con me e non freme per avere qualcos’altro.

Ciò non vuol dire che mollo la presa, col cacchio; le mie battaglie per uscire, fare, disfare, CAZZEGGIARE continueranno senza abbattimenti o teorie di sorta. Semplicemente mentre le combatto saprò che è il gioco delle parti.

E tutto questo è molto, molto più divertente!

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7 pensieri su “Mio marito, divanista (pare) per amore

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