Tiffany e l’Ufficio dei Sogni

Tiffany aveva deciso che oggi sarebbe stato IL giorno.

In barba a ogni scaramanzia, di venerdì 17 avrebbe chiesto di andar via.

Aveva l’appoggio di tutto il nuovo ufficio di destinazione che tifava per lei e si era speso in ogni modo e ciò le trasmetteva ottimismo e tranquillità. Aveva anche Saturno in favore, secondo Branco.

La mattina aveva fatto il rituale magico: acqua e limone, mandorle, camicia bianca che le porta bene. Wonder woman chiusa in bagno per due minuti, stavolta con convinzione. Tutto secondo i piani, quindi. Anche il sole splendeva alto nel cielo.

Okay, 10.28. Scendo. Respirone, via.
“Buongiorno SuperCapo”

“Buongiorno Tiffany. Allora ieri è andata molto bene, le tue schede ormai sono proprio come le voglio”

[Umfh, partiamo maleTiffany non ti scoraggiare] “S-sí”

“Dovevi dirmi qualcosa? Perché ho un treno tra pochissimo, se é importante rimandiamo a lunedì”

“Va bene, allora a lunedì” [ignava]

“Uhm, quindi è una cosa importante. Allora la vorrei sapere subito”

“…..”  [ma che era, na prova?]

“Non mi dire che te ne vuoi andare?”

“Nooooooo.

Cioè…. sì. Nel senso. [Parole, dove siete? Neuroneee, piccola particella di sodio solitaria nel mio cervellooo] Vedi, SuperCapo, si sarebbe presentata quest’occasione dall’Ufficio dei Sogni e come sai Sognare é sempre stato il mio sogno [appunto]. É un’offerta che non posso rifiutare. [semi-cit.] Non è che qui mi trovi male, malissimo è il termine giusto infatti. Anzi, la mattina vorrei tirare le testate alla lettiera piuttosto é che su quella posizione sembra che ci sia scritto sopra TIFFANY” [detto anche con enfasi. Guardo troppi film]

Momenti di suspance. “Va bene…

[Ma vieniiiiii (omino che esulta come se avesse fatto un gol alla finale dei mondiali), Saturno ti adoro, Branco giuro che da oggi sarai il mio Vangelo]

…ti lascio andare se mi trovi un sostituto tale e quale a te”

“???? Scusami, SuperCapo, come faccio io a trovarti una persona? Non sono le risorse umane. [Che faccio, mi metto a intervistare i passanti? E soprattutto dove lo trovo uno con il mio profilo disposto a venire qui? Sarebbe da TSO]  Praticamente così, SuperCapo, non riuscirò mai ad andar via”

“Non dire così Tiffany. Io ti voglio accontentare, sul serio. Ma tu mettiti nei miei panni.”

Il sole splendeva alto nel cielo, é vero.

Ma il venerdì 17 si confermava una giornata di merda. 
 

 

 

 

 

 

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7 pensieri su “Tiffany e l’Ufficio dei Sogni

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