#Chaddetto?! Vocabolario romano per non addetti ai lavori

E niente, i romani sono dei geni.

  1. Il secondo dopo che ti hanno conosciuto, già stanno lì a raccontarti il primo amore o che soffrono di emorroidi.
  2. Le espressioni che coniano sono fenomenali. Basta salire su un autobus, fare la spesa, guidare o andare a bere una biRa e il tuo vocabolario si accresce di neologismi interessanti.

Dopo le parole Ita-British per i fighi a lavoro, qui di seguito un breve compendio per i turisti, per stare sul pezzo o per avere qualcosa da dire nel perimetro capitolino, in ogni occasione.

Piccolo warning necessario: non si tratta del nuovo dizionario Devoto-Oli o degli stralci di dialogo degli adepti de l’Accademia della Crusca per cui le espressioni possono risultare poco forbite, mettiamola così. Le anime ad alto tasso di sensibilità sono pertanto pregate di interrompere qui la lettura, grazie.

Daje = forza/ su/ evviva!/ finalmente/ non ci posso credere/ ma daiii?!/ muoviti. Nella versione aredaje = ancora? Ma allora ce fai.

Passe-partout per la qualunque, apre le porte di qualsivoglia conversazione, praticamente sta bene su tutto, è anche meglio del prezzemolo.

Je pesa er culo = soffre un pochino di accidia.

Deriva da: le persone con un posteriore gigante hanno maggiori difficoltà di movimento e dunque tendono a rimanere ferme. Questo non vale per Kim Kardashian e Nicki Minaj che riescono persino a ballare e risultare sexy.

Bella = saluto introduttivo o di congedo, diretto indistintamente a ragazze carine e meno carine.

Ti svelo un segreto: non ricordano il tuo nome [ma aumentano comunque il tuo livello di autostima, quindi stacci].

É una busta = la ragazza fisicamente non corrisponde ai miei canoni di bellezza.

Etimologia: meriterebbe una busta sulla testa; a quel punto ne potremmo anche riparlare.

È un dito ar culo = è una persona assai fastidiosa, che molto spesso ci fa stalking.

Possibile radice: condurre la propria esistenza con un oggetto nel deretano abbassa notevolmente il livello di benessere.

L’ho pisciato = non sono andata, non mi andava. Se riferito a una persona dell’altro sesso, vuol dire che lo si è lasciato [anche via cellulare. E non si fa]. Se concernente un luogo, si usa anche l’espressione – quasi regale – “si può dire che non c’ho manco pisciato”, per dire che si è attraverso velocemente un posto e non si hanno grandi memorie al riguardo.

Temo sia inopportuno approfondirne l’origine.

C’ho na cecagna = ho un tantinello sonno. Sarà la caponata che ho appena mangiato, ma qui or-ora verso in una condizione pseudo-narcolettica che mi annebbia la vista e i pensieri.

Retropensiero: non mi rompete di qui ai prossimi 30 minuti, sto meditando sull’universo.

Tira ‘na gianna (anche detta Giannella tra gli amici) = una leggera brezza soffia da tergo e infiamma fastidiosamente la cervicale.

Chiudete quella finestra è il messaggio subliminale. Pare che derivi dal nome di un’anziana signora, la Sora Gianna, che era solita tenere spalancate le finestre di casa in qualunque stagione dell’anno, facendo ammalare ogni volta tutta la sagrada familia.

Sto a schiuma’ = sto sudando abbondantemente. Se volete rendere meglio l’idea, potete sostituirlo con C’ho l’ascella che piotta.

In luoghi chiusi quali autobus felicemente affollati nelle ore di punta può condursi a tal proposito uno studio realistico sugli effetti del riscaldamento globale. In alcuni contesti significa anche Sto lavorando molto, il che potrebbe essere reso con l’alternativo “A Stakhanov je spiccio casa”.

Me sto a chiude/sto a rota = mi sto fissando su qualcosa e non la vedo come una cosa positiva.

Mi sono auto-infilato in un cul de sac, ma a questo punto spero che arrivi una benedetta manna dal cielo che mi tiri fuori da tale meccanismo perverso. Quando odo l’espressione Sto a rota, non so perché mi si para innanzi l’immagine di Lapo sotto effetto di sostanza stupefacente [tra l’altro è pure di Torino, non capisco proprio].

osho

Anfatti, come ve vengono??!

A queste potrebbero aggiungersi altre mille espressioni, rapide come S’è fatta ‘na certa o Ciaone, ovvero più complesse quali Te prendo le frocia e te porto ‘n giro come na giacchetta a primavera, ma ci fermiamo qui per questioni di tempo e di opportunità.

Vi lascio con la mia preferita, che alcune persone dovrebbero tatuarsi in fronte per non dimenticarla mai.

SCIALLA, Ci [ndr. Ci sta per ciccio]. NON SEI DIO, RELASSATE.

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4 pensieri su “#Chaddetto?! Vocabolario romano per non addetti ai lavori

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