E mutuo sí, e mutuo no, e mutuo gnam! Se famo du spaghi

In tema MUTUO sul pianeta Tiffany la schizofrenia é di CASA […scusate, non ho resistito].

Un giorno lì a scorrere freneticamente immobiliare.it chiamando e prendendo impegni che neanche Gordon Gekko in Wall Street, il giorno dopo mut(u)o [ahahha] nella paladina della fatalità: oggi sono a Roma, domani potrei essere a Hollywood [finalmente mi hanno scoperto] o a raccogliere banane in Australia [farei forse qualcosa di più utile].

Un tetto, due figli, un cane e il posto fisso. Il mito della famiglia borghese italiana vale ancora per me? Continua a leggere

#Una cosa bella al mese

L’ho letto qui e mi ha subito conquistato. Spezzare la routine con un appuntamento speciale al mese: un teatro, un viaggio, un pomeriggio diverso dal solito.

Quando si hanno un lavoro full e una famiglia è facile essere risucchiati dall’ordinario. Il “non ho tempo” diventa l’alibi per la pigrizia, per l’inerzia. I giorni si susseguono e di colpo arriva la primavera, un altro compleanno e il tempo che corre via senza che abbiamo avuto modo di salutarlo degnamente.

C’è solo un modo per spezzare l’incantesimo e si chiama pianificazione: una soluzione alla monotonia molto poco poetica, ma assai efficace. Tocca solo invocare i santi spiriti del pragmatismo e agire.

Vuoi andare al concerto? Vacci.

Da una vita brami di visitare quel luogo? Cosa aspetti, prenota!

Sono mesi che pensi a come mandare affanculo il tuo capo? Fallo. Anzi no, Spezzeresti sicuramente la routine, ma ti spezzerebbero anche le gambine dopo. Continua a leggere

Il fondo del mio barile è di cioccolata

Sono una meschina: ho collocato tutte le uova in un posto segreto al piccolo.

Ufficialmente lo faccio per la sua salute; la verità è che sono un’ingorda. Già mentre ceno mi iniziano a pulsare le tempie, il pensiero va fisso a quella cioccolata nascosta e al momento in cui la gusterò.

Sì perché – dopo la trasmigrazione familiare in sala dove c’è la tv –  la mangiatrice compulsiva di zuccheri con una scusa qualsiasi sgattaiola via per massimo due minuti netti in cui va dritta alla meta, l’afferra con avidità, la porta alla bocca con molto poca eleganza e la fagocita con la smania di chi sta scappando da un drago inferocito ma deve fare necessariamente pit stop di cibo altrimenti sviene. In tutto questo, mentre compie il fattaccio, rotea lo sguardo da destra a sinistra, anche un poco piroettando verso la porta per essere certa di non essere colta in flagranza di reato.

Poi con grande dignità si dirige in bagno a sciacquarsi il viso Continua a leggere

E per Pasqua aria pulita per tutti!

La natura è il suo habitat. Rotola nella terra, rincorre asinelli e uccellini, falcia il prato e annaffia orgoglioso le rose che tra poco sbocceranno.

I miei monti e il mio animaletto selvatico

Nonostante il vento, non entra in casa neanche per mangiare. Lo rincorro con un cucchiaino di lasagna mentre sgambetta veloce e birichino. Osserva attento il percorso delle formiche, tenta di afferrare le farfalle e non comprende perché non possa fare altrettanto con le api. Si guarda attorno continuamente, è ammaliato da tutto questo verde negli occhi, ogni 20 minuti indica la montagna e mi sorride.

La discesa della notte lo coglie impreparato, è attonito. Non è abituato al buio avvolgente; in testa un manto di stelle. “Mamma guadda, puntini”. Sì tesoro, è davvero bello. Mi torna in mente quella sensazione da bambina, quando nelle sere d’agosto ci posizionavamo lì sul prato e stavamo per ore a fissare quel soffitto stellato e a parlare, poi in silenzio a immaginare. Sembrava di entrarci, nel cielo; eravamo un puntino anche noi, ma sul serio. Era tangibile il nostro essere “piccoli”.

In questi 3 giorni Tempesta non ha mangiato né dormito nulla. Troppo indaffarato a scoprire. Si è cibato di aria fresca e di sole, ha riso per ore. Lo divertiva persino il rumore del trattore. Sembrava una scheggia impazzita, la pallina di un flipper comandato da mani sapienti. Ha giocato a nascondino con il gatto e chiunque avesse la sventura di affacciarsi da noi, ha portato luce nelle giornate tutte uguali della sua nonna bis di 93anni. Ha stabilito una rara connessione con lo zio speciale, 5enne imprigionato in un corpo da adulto. Ha compreso i suoi super poteri e saputo leggere la purezza del suo cuore senza bisogno di passare dal libretto d’istruzioni, come solo un’anima altrettanto pura può fare.

Per noi è stato meraviglioso, faticoso e al tempo straziante. Continua a leggere

Agli ex che ritornano

Domenica al paesello, lo struscio delle famiglie, i bimbi che corrono felici sul prato, no sui sampietrini [Georgie sei sempre nel mio cuore].

Incrociamo l’ex con rispettiva prole, sono anni che non ci vediamo perciò ci fermiamo a parlare come due vecchi conoscenti [in fondo, quando passa un lasso temporale sufficiente a sbollire i rancori (ove presenti), che differenza c’è?]: risate, convenevoli, qualche aneddoto curioso e saluti. Dal mio punto di vista un incontro inaspettato relegato nella categoria dell’indifferenza, dopo un minuto l’avevo già scordato [non ha fatto parte neanche dei racconti alle amiche, per dire].

Dr. ❤: Mi gioco gli attributi che ti manda un messaggio.

Io: Ma che dici?! E per dirmi cosa? Sei incredibile, sempre convinto che stanno tutti a pensarmi.

Dr. ❤: Scommettiamo? Ne sono certo. Conosco la specie.

Io: Ok, ma sappi che vincerò io, anche perché ci tengo ai tuoi attributi, sai com’è. In ogni caso non ha alcun senso.

I giorni scorrono veloci, il cellulare è muto e ho persino dimenticato la scommessa. Poi venerdì dopo pranzo [«dopo che ci ha pensato tutta la settimana» sorride sotto i baffi mio marito, profondo esperto della materia e non voglio sapere perché]… tin tin.

Ciao Tiffany, scusami se ti disturbo ma vorrei chiederti una cosa, puoi dirmi quando posso chiamarti? Grazie.

Allora bello di casa, parliamone. Continua a leggere