Innocenti evasioni

Sono combattuta se andare o meno.

Entro trafelata, ho il viso stanco e in verità anche le membra. In sottofondo Lucio Battisti [se fosse stata proprio Innocenti Evasioni..].

“Posso?”

Un sorriso aperto “Accomodati”, mi dice.
Mi distendo su quella poltrona e mi lascio avvolgere dalla morbidezza dei tessuti; mi accarezza la nuca. Dei piccoli massaggi circolari, quasi sapesse che ho bisogno di far uscire tutti i pensieri dalla testa, di eclissarmi dal mondo per qualche tempo. Chiudo gli occhi, vorrei che non smettesse mai.

Lui con fare delicato mi prende la nuca e lentamente mi fa sedere, accompagnandomi con i gesti. Mentre decide cosa fare di me, mi scruta con attenzione.

Sento caldo, arrivano folate davanti e poi di lato.

D’improvviso mi afferra i capelli e me li tira con forza, svegliandomi da quel torpore. Scambiamo anche qualche battuta. Ricomincia ad accarezzarmi dolcemente.

Ha un profumo buono e mani abili, di quelle che sanno esattamente come muoversi.

Quando abbiamo finito e vado via, il riflesso dello specchio mi conferma che ho fatto bene. Cammino per tornare indietro e sono un po’ meno spossata, mi sento bella. Accenno anche un sorriso da sola come un ebete sul marciapiede.

Poi si domandano come mai a noi donne piaccia così tanto andare dal parrucchiere.

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13 pensieri su “Innocenti evasioni

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