Viaggiatori business felici / Disquisizioni VOLANTI

Brevi digressioni volanti in ordine sparso, mentre la gente si alcolizza in aereo.

1.Se ho ben capito, nel mezzo di una turbolenza è normale ballare la lambada, ma tendenzialmente non è pericoloso [turbolenza minima, chiaro].

2. I maledetti volativi che si ficcano tutti insieme nella turbina delle ali è una variabile neanche troppo impossibile e quello invece sì che è pericoloso.

3. L’overbooking è una piaga sociale. Passi lo sciopero o le condizioni metereologiche che impediscono di decollare, ma la paraculata dei sovrapposti no. Inizia la tua Odissea senza essere Ulisse e senza avere Penelope che ti aspetta paziente e coperta di ragnatele. Ti dirottano su altre destinazioni e tu maledirai colui che si è permesso di coniare l’aforisma l’importante non è la meta ma il viaggio.

4. Quando questo coso enorme inizia a farti sussultare, guardati intorno. Con ogni probabilità troverai uno de Gli immancabili, fidati:

– il FINTO RILASSATO: simula di dormire, ma l’arcata rigida della schiena e gli occhi chiusi e ben strizzati tradiscono che è arzillissimo. Ciò viene confermato al primo vuoto d’aria: spalanca i bulbi oculari annaspando per riprendere fiato, cerca conforto nello spavento altrui, nei casi limite si abbarbica sul vicino di sedile sperando in morbidezza e tanta pazienza [tendenzialmente mi colloco qui, ma con più amor proprio].

Donategli un sorriso di solidarietà, ve ne sarà grato.

– il TRADER, sottotitolo Il denaro non dorme mai. Vi dicono di alzare il tavolino di fronte, ma lui non può perdere neanche un nanosecondo, no. Lo ritrovi di fianco con il computer sulle gambe a digitare forsennatamente lettere neanche fosse Jacopo Ortis [auhauha, scusate, sono una cazzona lo so].

Fastidioso alla vista, evitatelo. In ogni caso lui eviterà voi.

– l’ESPERTO: sfoggia soddisfatto il linguaggio tecnico dell’occasione: sacca d’aria, trolley Dolly, rullaggio, salvataggio, aggiotaggio no questo no di cui il mondo non ha alcun bisogno. Ma lui sente di esser stato un pilota pluripremiato in una vita precedente.

Non potete fingere una telefonata, allora fingetevi morti.

– il FATALISTA: si può morire in qualsiasi momento, tanto vale rimanere tranquilli; anzi, già che c’è, per stemperare fa come se stesse a casa sua, si leva le scarpe e legge comodamente un libro. Vivi ogni istante come fosse l’ultimo, questo è il suo motto.

Somma invidia.

– il LOGORROICO: non si accorge delle turbolenze, è troppo preso dal narrarvi le rocambolesche avventure di tutto il suo albero genealogico, di vostro profondo e sentito interesse. Fa sì che la vs ansia si annacqui nel desiderio di volerlo soffocare lentamente.

Alla fine dovrete ringraziarlo. [Non vale per le parole degli anziani, perse in una narrazione lenta di epoche che non esistono più, fatevi condurre in questi tempi lontani]

– il DISTRUTTO: insieme al cellulare entra in modalità aereo non appena varca il portellone. Tu sei lì a immaginarlo la sera prima come quelli della pubblicità della Bacardi, sudato al centro della pista abbracciato a due stangone; a volte, ma solo a volte, quando sono un po’ più in là con l’età te li rappresenti la notte prima seduti sul water, per non aver digerito una peperonata e non è una bella immagine [ogni tanto mi ritrovo anche qui..].

Vivi e lascialo dormire [era così?!]

Cacchio, dovevo essere breve. Ma si sa, il tempo… VOLA!

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13 pensieri su “Viaggiatori business felici / Disquisizioni VOLANTI

  1. Io odio prendere l’aereo e purtroppo ultimamente per lavoro mi capita anche molto spesso. Ma odio soprattutto il dover arrivare tanto prima (da Montesacro a Fiumicino è un viaggio che sai quando comincia, ma non sai mica quando finisce), il dovermi spogliare per passare i controlli, la fila per entrare, il dover sistemare i bagagli. Odio quei coglioni che appena si atterra si alzano (ma dove cazzo pensate di andare? Siamo ancora chiusi qua dentro, non lo vedete?), odio quando non c’è il finger e ti fanno prendre quegli assurdi pulmann con l’aria condizionata a palla di cannone. Insomma, odio tutto tranne il volo, ma sai perché? Perché appena mi siedo, allaccio le cinture e praticamente svengo. Dormo mentre provo a leggere, dormo se anche cominci a parlare con me, dormo sempre. Se fossi un 5stelle (ma odio pure quelli) penserei che quelli dell’Alitalia mettono su un gas soporifero per rincoglionirci un po’ mentre loro fanno i loro comodi

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  2. Io sono tra il finto rilassato e il distrutto. Il distrutto vale prima e anche dopo il viaggio, perché io non viaggio mai per riposare. Non amo assolutamente volare, vivo sì con la testa fra le nuvole ma i piedi mi piace averli saldamente ancorati a terra 😀

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