(Not) a desperate housewife

Leggere senza orologio né occhi doloranti. Di giorno, senza sosta. Un libro dietro l’altro. Un film dopo l’altro. In lingua originale, ché sono più belli.

Cercare tracce di Marie Kondo dentro di me guardando a ripetizione tutorial sull’arte dell’organizzazione casalinga.

Girovagare per il mercato alla ricerca del tonno perfetto e del pomodoro che sa di pomodoro.

Intrattenermi 20 minuti con la signora del piano di sotto incontrata per le scale.

Andare al parco, sedermi su una panchina al sole, guardare i vecchietti, gli amanti e i bimbi che giocano.

Accettare tutti gli inviti delle mamme per laboratori, merende, teatri pomeridiani per bambini e anche sushi serali per sole donne. Invitare a mia volta una ciurma di 4enni per il primo pigiama party della classe, nonostante un divano bianco e i mobili nuovi.

Scoprire piccoli bistrot incantevoli, gestiti in modo semplice ed etico, immersi in un’atmosfera magica e un po’ vintage. Pensare che erano stati lì, proprio sotto il mio naso, per anni e io me li ero persi.

Studiare per due ore la posizione di un quadro.

Telefonare anziché messaggiare. Chiacchierate lunghe, da liceo; di quelle che ti sdrai sul letto e parli, parli. Persino con mia madre, che generalmente viene liquidata con un ‘Sìsì tutto ok, un po’ incasinata ma bene. Ora devo andare.’

Allattare per ore, io e lui, lui ed io. In silenzio, sorridendoci ogni tanto. E poi baciarlo in continuazione, appoggiare la mia guancia contro la sua e procedere in un ballo lento senza musica per le stanze, fissando un punto davanti a noi. Respirare a pieni polmoni quell’ odore inconfondibile di neonato, che presto e purtroppo andrà via.

Dedicare gli occhi, le energie, la concentrazione e l’intelletto solo alle cose che veramente mi interessano.

Mia sorella è scesa per un giorno, quando è andata via mi ha scritto:

Mi piace la tua nuova vita rilassata da supermamma.

In realtà non è affatto da supermamma, disastro ero e disastro rimango; ma senza paturnie, senza i pipponi esistenziali della prima volta. Sto vivendo uno stato di serena accettazione dell’imperfezione misto a inconscia consapevolezza di un tempo unico che non tornerà e che, pertanto, merita di essere assaporato con lentezza e saggezza.

Rilassata è vero. Sono una casalinga rilassata e senza sensi di colpa.

Peccato che sia una condizione temporanea. O forse, è proprio per questo che è tutto un incanto.

28 pensieri su “(Not) a desperate housewife

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