Ma come si educano ‘sti figli?

Genitore del 2019, sappi che: 
– c’è un mondo di parole e gesti con cui rischi d’urtare la sensibilità di tuo figlio o traumatizzarlo per sempre;
– i capricci non esistono;
– premi e punizioni sono il male assoluto;
– qualsiasi situazione o crisi [ripeto, QUALSIASI] va gestita spiegando le ragioni con calma e dolcezza.
 Io non so nulla di pedagogia, constato solo che tutte queste pippe paturnie non sembrano minimamente aver sfiorato i miei.

Esempio 1.
Da piccola soffrivo di vertigini, così mio padre per farmi vincere questa paura mi portò su una cucuzzolo e al momento di scendere, anziché imboccare il sentiero che aveva una pendenza onesta, mi sospinse amichevolmente giù per la vallata insieme a lui. Queste piacevoli passeggiate sono continuate fin quando non ho iniziato io a fare il volo d’angelo a strapiombo.
Oggi non soffro più di vertigini.

Esempio 2.
A 11 anni caddi dalla bicicletta e mi fracassai un ginocchio; sangue e lividi in ogni dove, la mia gamba sembrava una grattugia color corallo. Un dolore atroce.
Tornata a casa, un sorrido a 35 denti minimizzando il tutto, ché sennò mi davano anche “il resto”.

Esempio 3.
Al rientro da scuola. “Mamma, ho preso 8 in greco! Ti rendi conto? Con quella strega della Taiti!” “Brava, hai fatto il tuo dovere [brava e basta no eh?!]. E comunque: perché non 9?” “…”
Non mi prendo mai troppo sul serio, probabilmente era l’atteggiamento giusto.
Esempio 4.
Patente nuova di zecca. “Tiffany, visto che oggi dobbiamo andare a Bologna guidi tu. Meglio che impari a governare la velocità in autostrada con tuo padre che da sola”. Risultato: mentre lui mi incitava a tirare e tirare per “capire”, sfiga ha voluto che dietro il tornante ci fosse una fila di mezzo km di macchine non segnalata. Ferme, capite?
La più grande inchiodata della storia [non della mia storia di pilota, della storia proprio. Son qui a raccontarlo solo perché fortunatamente non  avevamo nessuno dietro].
Guido decentemente, soprattutto non ho paura.
Esempio 5.
Tiffany eccitata alla vigilia della sua esperienza di studentessa fuori sede.
“Figlia, comportati bene e ricordati che hai scelto una facoltà in cui la frequenza non è obbligatoria, per cui al primo tentennamento si torna a casa e velocemente anche”.
Sapevo che era vero; perciò mi divertivo il giusto [cioé tanto – ci ho infilato anche un Erasmus], ma ogni anno chiudevo gli esami in anticipo per stare tranquilla di evitare il rimpatrio. Mi sono anche laureata con 6 mesi di anticipo, sempre per sicurezza. [Poi per continuare a cazzegg approfondire decisi di fare un dottorato.] Dunque ci penso un altro po’ e, alla fine, credo che opterò per fare un po’ come nella casa delle libertà cacchio mi viene.
Appunto.

24 pensieri su “Ma come si educano ‘sti figli?

  1. Ho fatto le stesse cose tue, identiche proprio (Università fuori sede, guida con papà sui tornanti di una montagna, cadute multipla dalla bicicletta), tranne che per le vertigini: di quelle soffro ancora e vomito al solo pensiero di dovermi affacciare da un terrazzo del quinto piano! 🙄

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  2. Con queste nuove teorie e questi metodi educativi moderni stanno tirando di una generazione di disadattati che tra un po’ arrivano maggiorenni senza neppure sapersi allacciare le scarpe! Ora, d’accordo che un figlio non è un punginball e forse in tempo magari si esagerava in un senso però adesso non gli si può nemmeno dire nulla che si viene tacciati di essere dei mostri. Magari una sapiente via di mezzo…

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