So(g)nni proibiti

In adolescenza – ma pure all’Università -certe dormite incredibili, risucchiata da Sua Maestà Buco Nero il materasso. Sonni comatosi quanto i tizi sotto citogenesi nei film di fantascienza anni ‘90.

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La storia della cicogna porta-bimbi è obbligatoria?

Allora.
Mio figlio ha capito che la pancia delle gravide contiene un bimbo, che può essere maschietto o femminuccia. Ogni tanto si sbaglia ed è solo una pancia grassa, ma fortunatamente è troppo piccolo per essere preso a randellate sulla fronte. Ci ha messo pure un po’ a capire che siamo atte a contenere solo esseri umani e non anche anche cani e gatti, ma ce l’abbiamo fatta. Continua a leggere

Piscina, sostantivo del verbo XXX

Bruciati dal sole, un mal di testa da insolazione, una spossatezza infinita pur essendo stati immobili in piedi per ore è il bilancio di questo week-end. Ma ci tornerei.

Mi servirebbe una settimana di ferie da sola, in cui passare dal divano al letto dal letto al divano per riprendermi, con schifezze a domicilio e film a catena. Insieme ai pop corn, uno tira l’altro. Ma ci tornerei.

Welcome to the hell e non sporting center dovrebbero scrivere all’entrata. Due giorni di piscina pieni pieni. In cui tu, adulto sopra il metro e 30, non puoi mettere neanche un alluce. Devi rimanere fuori a cuocerti come un pollo allo spiedo sotto il sole a schioppettella, 70 gradi sul cemento sognando piedi di amianto.   Continua a leggere

E per Pasqua aria pulita per tutti!

La natura è il suo habitat. Rotola nella terra, rincorre asinelli e uccellini, falcia il prato e annaffia orgoglioso le rose che tra poco sbocceranno.

I miei monti e il mio animaletto selvatico

Nonostante il vento, non entra in casa neanche per mangiare. Lo rincorro con un cucchiaino di lasagna mentre sgambetta veloce e birichino. Osserva attento il percorso delle formiche, tenta di afferrare le farfalle e non comprende perché non possa fare altrettanto con le api. Si guarda attorno continuamente, è ammaliato da tutto questo verde negli occhi, ogni 20 minuti indica la montagna e mi sorride.

La discesa della notte lo coglie impreparato, è attonito. Non è abituato al buio avvolgente; in testa un manto di stelle. “Mamma guadda, puntini”. Sì tesoro, è davvero bello. Mi torna in mente quella sensazione da bambina, quando nelle sere d’agosto ci posizionavamo lì sul prato e stavamo per ore a fissare quel soffitto stellato e a parlare, poi in silenzio a immaginare. Sembrava di entrarci, nel cielo; eravamo un puntino anche noi, ma sul serio. Era tangibile il nostro essere “piccoli”.

In questi 3 giorni Tempesta non ha mangiato né dormito nulla. Troppo indaffarato a scoprire. Si è cibato di aria fresca e di sole, ha riso per ore. Lo divertiva persino il rumore del trattore. Sembrava una scheggia impazzita, la pallina di un flipper comandato da mani sapienti. Ha giocato a nascondino con il gatto e chiunque avesse la sventura di affacciarsi da noi, ha portato luce nelle giornate tutte uguali della sua nonna bis di 93anni. Ha stabilito una rara connessione con lo zio speciale, 5enne imprigionato in un corpo da adulto. Ha compreso i suoi super poteri e saputo leggere la purezza del suo cuore senza bisogno di passare dal libretto d’istruzioni, come solo un’anima altrettanto pura può fare.

Per noi è stato meraviglioso, faticoso e al tempo straziante. Continua a leggere