E spiennili ‘sti soldi mood of life

Se hai più di 30 anni, un lavoro e campi ancora come uno studente universitario fuori sede, è ora di cambiare approccio. Immediatamente. Vale anche se hai trovato un povero cristo/a che ti campi (ma forse in questo caso non hai bisogno di alcun consiglio, ché probabilmente sei tu che hai capito tutto).

Via pasta col pesto, tonno in scatola due volte a settimana e ostelli di seconda categoria! Non avrai più la LIBERTA’ di un tempo (purtroppo), ma hai i SOLDI, o almeno  più soldi di quanto prima passava la casa. Devi entrare nell’ordine di idee che quelle 24 ore VERE a disposizione non torneranno più, ma puoi barattarle con alta qualità di vita nei momenti liberi.

Il ragionamento è il seguente: passi gran parte dell’anno murato vivo davanti a un computer e quando metti il nasino fuori fai il tirchio? Non va bene, non va bene. Lo capisci da solo.

Sembra così ovvio, per me non lo era affatto. Io devo ringraziare ENZO, il vicino di ombrellone di qualche estate fa. Mentre ci stavamo disperando perché non trovavamo per i nostri amici un posticino decente a Santorini in agosto a meno di un rene per uno, interviene in punta di piedi questo signore napoletano, suggerendoci l’albergo più esclusivo dell’isola, da cui godere il panorama mozzafiato che avrebbero ricordato per tutta la vita. Perplessi, gli abbiamo fatto notare che era sì meraviglioso, ma anche caro ammazzato e dunque non faceva al nostro caso.

E lui, ha detto in un soffio, guardando lei dritta negli occhi : “..Marò, e spiennili sti soldi!”, con annesso accompagnamento di mano e avambraccio nell’aria.

Attimo di silenzio, pausa; questo tizio, beato lui, la faceva facile, mica uno può spendere così tanto per una vacanza. E poi come si fa?

Già.. e poi? E poi amen.

Che crepi l’avarizia, la vita va goduta! Imborghesiamoci un po’, a piccole dosi non è una malattia mortale. In un bel posto o dopo aver bevuto bene l’amore si fa anche meglio. Dopo, certo, dovremo mangiare pane e cipolla a casa per qualche giorno, ma chissene. In quel momento SOLE, VENTO, VINO, TRALLALLA’. Diamo una chance alla Felicità.

Se vi interessa saperlo, i due hanno prenotato in quel posto meraviglioso e ancora oggi raccontano che quella – ahhh sì – è stata l’estate più bella. Enzo è diventato il nostro mito e “spiennili sti soldi” una filosofia di vita.

Perciò, io e la mia comitiva ti invitiamo ad aderire alle campagna: LIFE is now. Non fare il pidocchio.

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Volevo fare la cantante e invece compilo excel

Un giorno uggioso di particolare insoddisfazione decidi di procedere al classico bilancino a-cosa-sono-arrivata rispetto ai sogni di ragazzina.

No, non sono diventata un’ASTRONAUTA.

L’unico viaggio nell’etere che sono riuscita a fare è quello nella mia testa, e non è che sia andato tanto male… fantasia ne ho a strafottere.

No, neanche una BALLERINA.

Quel sogno è stato accantonato subito, quando a 13 anni sono sbucate fuori delle tette assurde, e comunque anche qui non è che sia andata tanto male. Un bel décolleté trova sempre la sua ragione di esistere. E poi diciamolo, non ero neanche sto fenomeno.

No, purtroppo non sono una CANTANTE.

Ecco, questo sì che è un problema, per me. Io mi sento cantante dentro, immagino anche le performance nella mia testa, con tanto di palco e di pubblico che applaude e si strappa i capelli. Tra l’altro spazio dallo swing al rock, trasversale insomma. Sono proprio brava, nel mio mondo immaginario.

E invece sono davanti a un computer, tutto il giorno, tutti i santi giorni lavorativi dell’anno.

Non dico che ognuno di noi debba realizzare effettivamente i desiderata di secoli prima, ma quantomeno una connessione – una cacchio di connessione – con le attitudini personali e le aspirazioni ci deve essere?

Io ho studiato, perché così si voleva. E quindi sono finita a fare quello che molti laureati nelle scienze sociali fanno. Produco carta, l’utilità della mia attività è difficilmente tangibile (anche a me spesso sfugge il senso). E non so fare molto altro.

Non so cucinare, non so dipingere, non so aggiustare un lavandino rotto o fare un’operazione a cuore aperto. Non ho lo stacco di coscia per fare la velina attempata. Non so neanche fare lavori manuali basici.

Come se non bastasse sono low-tech, per aprire questo blog ci ho messo 2 giorni quando il titolo recita “Lo apri in 5 minuti” (dovrebbero mettere una postilla “a patto che tu sia dotato di media capacità digitale”, anzi ve lo suggerisco proprio. Mettete un range di tempo, così da non illudere i poveracci come me. “Dai 5 minuti per i normali ai 2 gg per i ritardati”, slogan molto efficace e politically correct).

Dato il mio elevato tasso di melodrammaticità forse potrei essere un’eccellente attrice di teatro.

So fare, in ordine sparso: stare in mezzo alla gente, crogiolarmi per ore pensando all’infinito e niente più, mediare, ascoltare, ridere. Ridere a crepapelle.

Sento già la vocina della mia amica:

E allora, gioiamia, che vuoi fare mai? Niente sai fare.

Ha ragione. Ché poi qui a Roma una famiglia, con un solo stipendio, mica ci campa.