Quando bussa l’amore

Quando bussa l’amore non si dorme, non si mangia, non si agisce fattivamente. Si sta, con un’espressione ebete sul viso. Continua a leggere

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Piscina, sostantivo del verbo XXX

Bruciati dal sole, un mal di testa da insolazione, una spossatezza infinita pur essendo stati immobili in piedi per ore è il bilancio di questo week-end. Ma ci tornerei.

Mi servirebbe una settimana di ferie da sola, in cui passare dal divano al letto dal letto al divano per riprendermi, con schifezze a domicilio e film a catena. Insieme ai pop corn, uno tira l’altro. Ma ci tornerei.

Welcome to the hell e non sporting center dovrebbero scrivere all’entrata. Due giorni di piscina pieni pieni. In cui tu, adulto sopra il metro e 30, non puoi mettere neanche un alluce. Devi rimanere fuori a cuocerti come un pollo allo spiedo sotto il sole a schioppettella, 70 gradi sul cemento sognando piedi di amianto.   Continua a leggere

Lo sbrocco a rischio infarto

Quando cresci impari a trattenere l’impulsività. E se tendenzialmente questa è una buona notizia, a volte non è giusto. Non per l’accadimento in sé, ma per l’armonia complessiva della relazione con l’altro.

Decidere di interporre tra uno sgarbo e la sua reazione un certo intervallo di tempo fa sì che molto spesso si passi dal

“non voglio agire sull’onda dello scazzo, ci penso un po’ così doso meglio le parole”

al

“che senso ha agire, oramai lascio correre proprio”.

Così, senza saperlo né volerlo, si prende un pezzetto di rancore e lo si mette in tasca, chiudendo anche la zip. Non si vede,  ma è pronto a sbucar fuori al primo cambio di stagione. Continua a leggere

Eppure cadiamo felici /LIBRarsi

Frigida coi libri, il problema che credevo di avere ultimamente.
Ne ho letti di piacevoli, di straconsigliati, di successo: belli, ma poche emozioni. Ho pensato di esser diventata grande, di non poter più provare quel trasporto a me noto, ho creduto di aver chiuso la porticina dell’empatia e di esser divenuta un chirurgo della lettura: studio, viviseziono, analizzo, faccio la diagnosi. Una nuova fase, insomma, che non prevede immedesimazione, pathos.
Poi approda sul mio comodino Eppure cadiamo felici. Zero aspettative, anzi una sorta di pregiudizio per questo professore famoso sui social. Non lo faccio apposta; tutte le volte che leggo un libro di qualche persona che stimo sui blog o altra piattaforma, tradisce le mie aspettative. Anche nomi illustri, sono democratica sul mio piedistallo. Di qui la teoria: un ottimo centometrista non è detto che sia un eccellente maratoneta.

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Viaggiatori business felici/ upgrade

A volte i viaggiatori business felici ricevono l’upgrade a strafelici. Accade per esempio quando la città dove andrai ospita una fiera e tutte le strutture ricettive convenzionate sono piene; allora ti spediscono nel top di gamma, casualmente ancora libero. Un po’ come quei culoni in viaggio di nozze che vengono sorteggiati per passare da economica a 1^classe in Emirates.

Gongoli, eccome se gongoli. Continua a leggere

E mutuo sí, e mutuo no, e mutuo gnam! Se famo du spaghi

In tema MUTUO sul pianeta Tiffany la schizofrenia é di CASA […scusate, non ho resistito].

Un giorno lì a scorrere freneticamente immobiliare.it chiamando e prendendo impegni che neanche Gordon Gekko in Wall Street, il giorno dopo mut(u)o [ahahha] nella paladina della fatalità: oggi sono a Roma, domani potrei essere a Hollywood [finalmente mi hanno scoperto] o a raccogliere banane in Australia [farei forse qualcosa di più utile].

Un tetto, due figli, un cane e il posto fisso. Il mito della famiglia borghese italiana vale ancora per me? Continua a leggere

#Una cosa bella al mese

L’ho letto qui e mi ha subito conquistato. Spezzare la routine con un appuntamento speciale al mese: un teatro, un viaggio, un pomeriggio diverso dal solito.

Quando si hanno un lavoro full e una famiglia è facile essere risucchiati dall’ordinario. Il “non ho tempo” diventa l’alibi per la pigrizia, per l’inerzia. I giorni si susseguono e di colpo arriva la primavera, un altro compleanno e il tempo che corre via senza che abbiamo avuto modo di salutarlo degnamente.

C’è solo un modo per spezzare l’incantesimo e si chiama pianificazione: una soluzione alla monotonia molto poco poetica, ma assai efficace. Tocca solo invocare i santi spiriti del pragmatismo e agire.

Vuoi andare al concerto? Vacci.

Da una vita brami di visitare quel luogo? Cosa aspetti, prenota!

Sono mesi che pensi a come mandare affanculo il tuo capo? Fallo. Anzi no, Spezzeresti sicuramente la routine, ma ti spezzerebbero anche le gambine dopo. Continua a leggere