Viaggiatori business felici/Welcome back

E niente, here we are viaggiatori business, on board again. Aspettando al gate di imbarcarmi, con il laptop collegato nella colonnina work, che fa tanto figo anche se stai cazzeggiando allegramente.

In questi due giorni ho capito che ho tanto entusiasmo, ma zero fisico. Continua a leggere

Su le probabilità di successo. Io, Wonder woman (almeno) per due minuti.

Ho deciso: applico il metodo Amy Cuddy, che ho visto su Ted. E poi pare che lo utilizzi anche Shonda Rhimes (non l’ho perdonata per la morte di Derek e dovrei denunciarla per procurata tristezza, ma è una donna cazzuta che quando vuole una cosa va e se la prende).

Il metodo consiste in questo: se vuoi ottenere quello che vuoi, devi riuscire a far parlare il linguaggio NON verbale. In poche parole deve essere il corpo a interloquire per te, trasmettendo fiducia e forte sicurezza.

Prima però devi immaginare di essere WONDER WOMAN, per almeno due minuti; puoi provarci dove vuoi tu, l’importante è che ti concentri. Che ridete?  Non sto scherzando, funziona così. Continua a leggere

Diamo un senso al lavoro dopo i festivi, anche se un senso non ce l’ha

Pensierino del giorno (perché solo un pensierino oggi riesco a produrre).

Non mi venissero a raccontare che dopo le feste o le vacanze si è efficienti come nei giorni normali. Oggi siamo tutti zombie che si drogano di CAFFEINA per riuscire a sopravvivere a questo rientro.

E allora la mia proposta è: senza infingimenti, perché non introduciamo la regolina che dopo le festività da calendario si fa mezzo dì?

Tanto è comunque una finta giornata lavorativa; siamo tutti presi dal simulare faccende d’interesse aziendale quando in realtà stiamo lì a premere REFRESH sul sito del quotidiano o del social che ci interessa (non si sa mai che qualcuno negli ultimi 4 secondi abbia postato qualcosa di veramente figo; ma naturalmente no, sta apatico pure lui). Per non parlare del giro di mail che parte per ammazzare quella mezz’ora, o delle boiate che si cercano su google pur di sfangare quei dieci minuti.

Anzi, guarda, oggi mi lavo i denti due volte, ché non fa mai male. E cerco pure una ricetta sfiziosa da fare stasera al posto dell’insalata e dei sofficini (che poi ci metto un botto per sceglierla ma so già che non la realizzerò mai, tanto sono svogliata. Però l’obiettivo arrivo-a-fine-giornata è raggiunto).

Guardiamo in faccia la realtà, siamo realisti. Oggi fammi uscire prima – che tanto la mia produttività è quella di una larva narcotizzata – e domani ti recupero tutto quello che non ho reso oggi.

Dicesi FLESSIBILITà. Alcuni datori illuminati permettono questa gestione anarchica ed efficace del proprio tempo. Ciò vuol dire, per es., che se tu sei una macchina da guerra sempre, vieni e fai tutta la giornata e se vuoi pernotti anche nel posto di lavoro. Se sei pazzo, libero di esprimerti.

Ma se invece sei di quegli uomini medi influenzati da:

primavera, rientro, post-sbornia o whatever

ti siedi alla scrivania un numero di ore minimo, giusto per riacquistare confidenza (sennò comunque il giorno dopo ti si ripresenterebbe il problema, e così all’infinito)… e poi giulivamente ti alzi e te ne vai. E hai tutto il benedetto pomeriggio a disposizione per riprenderti come Cristo comanda.

Che ne pensate? A volte credo che dovrei fare il premier.

Il tuo interlocutore ti ha stufato? Puf, ciaone.

Consegna della valutazione annuale; ostenti scarso interesse, ma dentro di te hai una squadra di tamburi battenti in azione. Il 2015 è l’anno della maternità, in cui ti sei fatta un culo a capanna per fingere che con un figlio puoi essere senza problemi egualmente produttiva.

E invece ad attenderti a questo evento c’è lei, la sagra delle BANALITA’. Una serie di frasi fatte messe insieme senza alcun senso e vestite da “l’azienda crede molto nei propri dipendenti” eblabla, ma con la variante cetriolo che aleggia nell’aria. Perché su di te non hanno scommesso neanche 10 centesimi, è chiaro come l’acqua cristallina del Caribe.

Ecco, è in quel momento in cui sei seduta davanti al tuo interlocutore – immobile, con lo sguardo fisso e l’espressione facciale paralizzata per non far trasparire disappunto/ noia/ MaVeramenteDevoAscoltareSteMinchiate -, che vorresti sparire. Eclissarti. PUF, evaporare.

Se avessi in questo momento la lampada di Aladino, uno dei tre desideri sarebbe IL DONO DELL’INVISIBILITA’ TEMPORANEA. Una cosa fantasmagorica! L’antidoto al tedio e all’ipocrisia. Semplice, efficace, indolore.

Da utilizzare quando ti intrattieni con il più grande raccomandato della storia che ha deciso di fare la sua battaglia per la meritocrazia, o quando la profumiera più profumiera che conosci ti attacca il pippone sul come mai tutti gli uomini si innamorino di lei, costringendola suo malgrado a ferirli. Ma potrebbe essere usato all’occorrenza anche nelle occasioni più disparate.. che so, se qualcuno a tradimento tira fuori il filmino del matrimonio che dura solo 2h36m, o se capiti in quella tavolata di amici di lungo corso che partono con  racconti interminabili della loro avventurone da liceali (uniche, peraltro – perché, mannacc a loro, quante ne hanno combinate). Per le lamentele della nonna, mi dispiace no, non vale; quelle vanno sempre accettate con affetto, ché le nonne non sta bene lasciarle sole a parlare con il muro.

La conseguenza non sarebbe solamente una riconciliazione con il proprio Karma, ma il  riappropriarsi del TEMPO perduto, e il recupero dello stesso per eventi fondamentali quali estetista, parrucchiere, birra con gli amici.

A questo proposito avrei pertanto una preghiera.

Caro Creatore, quando farai la bella copia di questo incasinato mondo.. potresti per favore inserire il dono dell’invisibilità tra gli accessori di noi umani? Non ti sto chiedendo il full optional chiavi in mano, ma un aiutino. In questo modo:

  1. ci potremmo risparmiare di sentire un sacco di minchiate.
  2. sarebbe un’occasione per chi le spara di fare autocritica. (Del tipo «Ma come mai questo qui è sparito? Che cafone, ma come si è permesso!» «Oibò anche quest’altro s’è dato, tutti maleducati oggi»… «Cosa c’è che non va che tutti si danno??»)
  3. la pace nel mondo sarebbe un obiettivo reale.