Consigli per le nonsense call

Partecipo via filo a un incontro di 3 [lunghissime] ore. Voglio condividere questa esperienza, magari evito a qualcuno di fare la stessa minchiata. [ho un senso di solidarietà molto spiccato]

10.30 Wow, non si sente poi tanto male. Alla fine è una buona soluzione senza doverti sbattere. «Good morning to everyone, Tiffany’s speaking from Italy. Nice to meet you again, hope to see you in person next time». Hi, hi, good morning, how is it going and so on. Continua a leggere

Sfiga, esci da questo corpo!

La mia giornata da dimenticare è oggi, e sono ancora le 16. Mi sento come in Final Destination, solo che a perseguitarmi [per ora e] meno male c’è la Sfortuna.

Mi sveglio e contemporaneamente spalanca gli occhi anche Lui, furastico. Una lotta greco-romana per vestirlo e infilarlo a forza nel passeggino. Quando chiudo il portone, grondo già di sudore e fuori ci sono più di 20 gradi.

L’ottimista che è in me non si arrende e impavida percorre con decisione e destrezza gli accidentati marciapiedi capitolini, canticchiando a mezz’aria PERFECT DAY di Lou Reed [doh, ironia della sorte]. A dispetto del caldo, sente un piacevole freschetto arrivare da tergo e se ne compiace, finché non inizia a interrogarsi circa la provenienza di questa strana giannetta nel posteriori. Continua a leggere