Quasi sgamescion

A pranzo fuori con una collega e una sua amica,  le vacanze alle porte, un delizioso pasto all’aperto sotto un porticato. Felice io, oltre che affamata.

Si discorre del folle mondo dei pediatri a Roma ed ecco che lei nomina il mio blog e il mio articolo, per suggerire di leggerlo. Dice:

Cioè, è proprio quello che succede a noi! Fa schiattare!

BLACK OUT.

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Di fughe e riconciliazioni.

A volte basta poco per fare (temporaneamente) pace con il mondo.

Ognuno ha i suoi metodi: una mostra, un cocktail, un nuovo paio di scarpe.

Un bel paesaggio è la mia CURA a breve termine. Il VERDE negli occhi il migliore toccasana.

Che sia il rumore delle onde o una distesa d’erba a perdita d’occhio, VAI a respirare, stanziale forzato.

Vinci la pigrizia e schiodati da quel divano. Scendi dalla macchina, passeggia e ammira. Chiediti quanto siano stupide le anatre o come abbiano fatto in un tempo passato a vivere arroccati sul cocuzzolo, vivi la sensazione di essere lì e basta. Fai fluire i pensieri come il fiume che ti scorre accanto, senza connessioni e senza risposte. Fermati davanti alla bellezza e lascia che solo i tuoi occhi la fotografino.

Apprezza la LENTEZZA. Cammina e cammina ancora, suda. Fai tesoro del SILENZIO.

E quando la tua panza reclama (perché homo cittadinus, non tarderà ad arrivare quel momento) cerca un posticino che ti aggrada, possibilmente rustico con la vecchietta che ammassa ancora, e MANGIA. Mangia come se non ci fosse un domani. E progetta, come se dovesse accadere domani; senza pudore, sii ardito, ché il tempo di viverlo e il frammento di magia ti è già scivolato via.

Il giorno dopo, vedrai, potrai persino superare indenne il lunedì!

Io ti consiglio questa pietra e questi sentieri, in un giorno di sole. Meglio di qualsiasi shopping compulsivo.

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(Valle del Sagittario, Abruzzo)