Coraggiosi di tutta Europa, appuntamento al ristorante nudista!

Ho letto che a Londra – posto magico in cui tutti stanno più avanti – sta per aprire un ristorante NUDISTA.

omg

(immagine presa da http://www.istockphoto.com)

Oh yes, proprio così. A parte l’efficace battuta ‘The PENIS on the table (cit.), cerco di immaginare come funzioni.

“Buonasera.”

“Buonasera.”

“Lascia il cappotto? Ci penso io. Per mutande e calzini faccia pure da solo; sa, la privacy e l’igiene. Può spogliarsi in fondo a destra, c’è un camerino. È unisex, naturalmente; qui non abbiamo segreti.”

Esci dal camerino e con estrema nonchalance ti rechi al tavolo e appoggi le tue natiche a pelle sulla sedia, che si speri – a questo punto – essere morbida e confortevole. Un’eventuale seduta in ferro battuto, che tanto va di moda ora nei locali post-industriali, potrebbe scatenare una cistite, non dimenticatelo. Quindi vagliate bene la cosa, in caso.

Dopodiché inizia la vostra seratina romantica, davanti a un di lui nudo come un verme e a una schiera di sconosciuti con cui avete scelto di condividere una certa intimità.

Ora, se siete al primo appuntamento e scegliete questo locale (a meno che non assomigliate a Cindy Crawford dei bei tempi) non state tanto bene. Ma anche in caso di rapporto consolidato, direi che dimostrate una certa AUDACIA. Perché?

  1. Quando ti siedi, inevitabilmente si formano un certo numero di pieghe sul pancino/one antiestetiche alla vista, che si accentuano se procedi a riempire lo stomaco con cibarie e vivande d’ogni tipo. Un vestitino stile impero serve anche a questo, a nascondere tali brutture e a renderti più affascinante.
  2. Sempre se ti siedi e decidi anche di accavallare le gambe, appaiono sulla coscia come tante piccole e grandi bucce d’arancia da grattare, che tu certo speri di coprire con una gonna tattica o un pantalone carino. In questo caso, devi sfidare la sorte e sperare che il locale abbia scelto una tovaglia lunga, da utilizzare strategicamente come separè.
  3. In tutto questo devi incrociare le dita che non ci sia una figa nel raggio di 10 metri, altrimenti potresti assistere allo spiacevole spettacolo di vedere l’effetto che produce sul tuo ragazzo. Il che, se da un lato dimostra che il suo apparato funziona ancora alla grande, può comunque produrre una certa frustrazione.
  4. Augurati che ci sia un minimo di riscaldamento anche in estate. Considerato che in Inghilterra è difficile indossare il costume persino in agosto, rimanere di sera completamente ignudi è particolarmente sfidante per il tuo sistema immunitario. In compenso coloro che ti sono vicini potranno godere della vista di due seni turgidi dai capezzoli dritti e intirizziti.
  5. Come la mettiamo quando ci vengono a trovare le nostre amiche “in quei giorni” al mese? Bisogna disdire, per forza.

Però – eheh – pensate anche che non dovrete in alcun modo preoccuparvi di quale vestito indossare per fare colpo! Zero prove e stravolgimenti dell’armadio; l’ordine della tua camera ne beneficierà.

E poi, vuoi mettere le RISATE pazze che vi farete prima durante e dopo l’esperienza?

Io dal canto mio lo vedo già come luogo per il prossimo reality show condotto da Gordon Ramsay e Rocco Siffredi insieme: MASTERSEX.

 

 

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Storie di solidarietà ai festini universitari e di zombie il giorno dopo

Venerdì sera di week end di ponte, ore 00:50.

Settimana pesante, stanchezza e ritorno del CICLO fanno una gran brutta storia. Testi antropologici millenari spiegano che donne con mestruazioni sono un’orribile accoppiata e mamme con prole che sta mettendo i denti peggio che andar di notte.

E INVECE. Palazzo di fronte del cortile interno, sacrosanto FESTINO primaverile di fine settimana accessoriato di tutto l’armamentario che si rispetti: musica a palla, alcool, finestre spalancate e balconi pieni di gioventù “fumante”.

La tua esigenza di animale in letargo cozza con quella di questi beati fanciulli nel pieno delle forze e dell’esercizio del legittimo diritto al divertimento. Insieme a loro c’è anche la vecchia-te, di cui conservi ancora gelosamente dei frammenti, che ti suggerisce di non rompere i coglioni.

D’ACCORDO. Ti riallunghi buonina e cerchi di chiudere gli occhi nonostante quel martello pneumatico nella testa (cazzo, si chiama tribal house, tutto ti devo ricordare, un po’ di amor proprio, sei stata un’adolescente di tutto rispetto tu). Ok, però  se mi svegliano il nano faccio una strage; di mettermi a giocare all’1 di notte co sto sonno proprio no (ti senti quanto sei pesante??).

Loro che ne sanno che, anche se domani è sabato, qui si viene comunque svegliati massimo alle 7.

Sì, è vero, loro che ne sanno; ma io eccome se lo so che vuol dire essere studenti fuori sede!! E allora, da qualche parte… in questa scatola ci dovrebbero essere dei tappi.. e poi questa musica dai non è male, noooo ma conoscono questa canzone?? Non mi dire che riva’ di moda.

Mi sa che non sono ancora pronta per fare il salto completo nel mondo dei “vecchi”!

Ps. Nel frattempo, oggi è sabato e sono uno zombie (e chissà per quanti altri giorni, ahimè, mi trascinerò). Vedi che vuol dire fare i moderni, poi deambuli in stato vegetativo. Continua a leggere

Di fughe e riconciliazioni.

A volte basta poco per fare (temporaneamente) pace con il mondo.

Ognuno ha i suoi metodi: una mostra, un cocktail, un nuovo paio di scarpe.

Un bel paesaggio è la mia CURA a breve termine. Il VERDE negli occhi il migliore toccasana.

Che sia il rumore delle onde o una distesa d’erba a perdita d’occhio, VAI a respirare, stanziale forzato.

Vinci la pigrizia e schiodati da quel divano. Scendi dalla macchina, passeggia e ammira. Chiediti quanto siano stupide le anatre o come abbiano fatto in un tempo passato a vivere arroccati sul cocuzzolo, vivi la sensazione di essere lì e basta. Fai fluire i pensieri come il fiume che ti scorre accanto, senza connessioni e senza risposte. Fermati davanti alla bellezza e lascia che solo i tuoi occhi la fotografino.

Apprezza la LENTEZZA. Cammina e cammina ancora, suda. Fai tesoro del SILENZIO.

E quando la tua panza reclama (perché homo cittadinus, non tarderà ad arrivare quel momento) cerca un posticino che ti aggrada, possibilmente rustico con la vecchietta che ammassa ancora, e MANGIA. Mangia come se non ci fosse un domani. E progetta, come se dovesse accadere domani; senza pudore, sii ardito, ché il tempo di viverlo e il frammento di magia ti è già scivolato via.

Il giorno dopo, vedrai, potrai persino superare indenne il lunedì!

Io ti consiglio questa pietra e questi sentieri, in un giorno di sole. Meglio di qualsiasi shopping compulsivo.

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(Valle del Sagittario, Abruzzo)

Come dimagrire in 5 semplici step e perdere la voglia già al 2°

Sei lì a pregustare la palma che ti riparerà dal solleone e dalla tua maglietta a manica corta ti cade l’occhio su… il FLACCIDUME del tuo braccio. E allora sposti l’occhio un po’ più giù e realizzi il diametro delle tue cosce; ma forse è perché sono seduta? No, tesorobello, sono proprio grosse. Ed è sempre lì – in un attimo – che si apre uno sconfortante susseguirsi di immagini di te che ti sfondi di cioccolata, che rinvii la palestra, che esci per correre e devii per un negozietto niente male.

Perché sei stata così stupida? La prova CANOTTA e gonna SENZA calza (prodromica all’ancora peggiore s-vestizione totale) è arrivata; senza preavviso, impietosa, noncurante della tua positività da cielo azzurro.

E allora parte il correre-ai-ripari. SUBITO. Dicono che bastino 5 semplici step.

  1. MANGIARE (poco e) SANO. Che tradotto in gergo reale significa: addio carboidrati complessi, fritti e grasso di ogni sorta. Da questo momento potranno avere ingresso nelle tue fauci solo alimenti leggeri e colorati come frutta e verdura; proteine, se di specie animale, in modica quantità. Anche se hai lavorato come un nero durante la schiavitù e mangeresti anche i pioli della sedia, non importa; l’obiettivo non ammette eccezioni.
  2. BERE (tanta e sola) ACQUA, unico liquido ammissibile insieme alle tisane. Il che significa zero alcool e bevande gassate. Non interessa che tu abbia quell’aperitivo con le amiche in piazzetta al fresco davanti a una meravigliosa bottiglia di vino bianco, o che con l’arsura di un pomeriggio a camminare la coca cola ghiacciata sia l’unico dissetante plausibile. Abbiamo detto, non importa.
  3. FARE (a morire) ATTIVITà FISICA. Allenati almeno 3 volte a settimana, possibilmente mettendo insieme esercizi per la forza, la resistenza e aerobici che faranno lavorare molte parti del corpo. Non fa nulla che già così tu non sappia a chi dare i resti per far quadrare lavoro, figlio, marito, amiche, spesa, ceretta, casa e varie ed eventuali; abbiamo detto, non importa.
  4. CURA la tua persona con (costosi) MASSAGGI linfodrenanti e creme specifiche per il rassodamento. Poi ogni volta che fai la doccia alterna più volte caldo-freddo e, alla fine, friziona con una lozione per 10 minuti e con energia dalla caviglia alla coscia e poi dal busto alle braccia. Non ha importanza che tu sia in un ritardo folle (è mattina) o abbia un sonno della madonna (è sera); abbiamo detto, non importa.
  5. Inizia a tenere un DIARIO alimentare. E’ importante calcolare e appuntare ogni giorno la quantità di calorie contenute in ciò che mangi, in modo da capire se stai per superarne il limite giornaliero. Non conta che tu non sappia farlo e soprattutto non ne abbia alcuna voglia; abbiamo detto, non importa.

Mi raccomando, quando avrete trovato una giornata di 48 ORE, un personal trainer &chef sempre con voi e un milionario che vi sovvenzioni, fatemi un fischio. Altrimenti, non me ne vogliate, non importa. Mi sparo un cono nocciola e stracciatella e, io, speriamo che me la cavo.