La logica stringente dei bambini


Per non dimenticare

“Mamma, mi vai a ceLcaLe in camera, io mi naccondo qui nel mobile?”
“….”
“Vai mamma ti ho detto!”
“Come fai scusa? Ti serve pure chi ti chiude lo sportello!”
“Tu ccchiudi e poi vai a vedeLe se sto in cameLa mia”
“….ok”

Acuto. Molto acuto. Continua a leggere

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Ma come vanno a finire le favole?

i sogni son desideri.jdp

C’era una volta una ragazza con i piedi ben piantati a terra e la testa sempre tra le nuove. Procedeva perciò con poca convinzione lungo un percorso ordinario, al contempo non possedendo sufficiente incoscienza per un degno salto nel vuoto.

La situazione degenerò al rientro dalla gravidanza, quando venne spostata in un ufficio più adatto alla “nuova condizione”: il posto dove i neuroni giacciono a bagnomaria in attesa di essere cotti. La frustrazione fu sì grande che le si smossero dentro tutte le viscere. Aprì un blog [ora il suo atollo di serenità] e nella vita vera combatté con le unghie e con i denti per cambiare la situazione e migrare nell’Ufficio dei sogni. A due anni da faticosi e vani tentativi stava ormai cedendo a quieta rassegnazione, quando – colpo di scena, rullo di tamburi – arriva su un cavallo bianco un principe dalle sembianze amabilmente originali, paffuto e brizzolato, che la porta in salvo nella Torre del lavoro stimolante.

La donzella Tiffany è felice che più felice non si può, vorrebbe gridarlo al mondo e scrivere qui un milione di caratteri danzanti e festosi, ma è troppo impegnata a passare il guado delle nuove esperienze. Il suo cuore colmo di gioia e i suoi pensieri buoni come biscotti appena sfornati.

Ahinoi tosto si accorge di non aver fatto i conti con il tempo impietoso: la parte del cervello fino ad allora inutilizzata è andata in cancrena e va dunque, amaramente, amputata. Ciò che rimane non le è sufficiente a procedere spedita in questo luogo competitivo e velocissimo in cui annaspa, suda, somatizza e piange silenziosamente in bagno. Lavora tanto e male; viaggia troppo e in orari poco umani; trascura i gioielli della vita; è sempre in ritardo, sempre in affanno.

Ed è così che si ritrova con quel filo rosso tra le mani,  ancora una volta:

E se avessi scelto l’altra porta?

Il guaio delle favole è che non ti dicono come vanno a finire veramente. Nessuno sa cosa diavolo succeda dopo che i due si sono allontanati a bordo della carrozza. Il vissero per sempre felici e contenti un tantinello sbrigativo.

A questo punto la domanda seria è una e una sola:

Riuscirà la nostra eroina a farla franca o sarà Franca a farsi la nostra eroina?

Io ho fiducia. Stay tuned.